Carlo e Licia

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sabato 21 marzo 2026

Arte in Italia - XI secolo / 1. Architettura

 “Arte in Italia” fu una collana progettata da Carlo L. Ragghianti in seguito a insistenti sollecitazioni dell'editore Gherardo Casini, il quale si voleva espandere oltre che nella realizzazione e diffusione di libri (tra cui ricordo una interessante collana di gialli che però non riuscirono a intaccare l'egemone e radicato Giallo Mondadori). Perciò Casini realizzò un' opera enciclopedica scientifica e progettò altre cosiddette “grandi opere” , da diffondere soprattutto con sistema rateale, indipendentemente dalle librerie.

Mio padre titubò non tanto perché preoccupato dalla complicata e “dispersiva” organizzazione redazionale, che sarebbe stata sulle sue spalle e responsabilità, quanto in realtà perché era perplesso circa la collaborazione coll'editore che aveva vistosi trascorsi fascisti. Egli, infatti, giovanissimo era stato Direttore generale del Ministero della cultura popolare (Minculpop), creatore e gestore della propaganda del Duce e dei fascisti.

Ragghianti conosceva di persona Casini, suo coetaneo, già nel 1935 ai tempi della fondazione di “Critica d'Arte”, edita da Sansoni, casa editrice della famiglia del filosofo Giovanni Gentile, maestro di C.L.R. alla Scuola Normale di Pisa il quale, in modo assolutamente inspiegabile – tranne la stima personale – aveva a cuore le sorti di studioso del giovane allievo notoriamente antifascista. La casa editrice fiorentina pubblicò la creatura di Ragghianti però la “Critica d'Arte” fu edita sotto la gestione personale di Federico Gentile, figlio del filosofo. Questi, anch'egli di giovane età, era amico personale di Casini e lo restò anche nel dopoguerra, quando dopo ridicole sanzioni “all'italiana” tutti i fascisti furono serenamente reintegrati ovunque con la benedizione del P.C.I. (amnistia di Togliatti) e in concomitanza si votò con la D.C. l'introduzione nella Costituzione del 1948 dei Patti Lateranensi del 1929 tra Fascismo e Chiesa Cattolica.

Inoltre, prima della guerra C.L.R. progettò un “Manuale” di Storia dell'Arte, di cui scrisse un Medioevo i cui appunti e pagine dattiloscritte in parte andarono sperduti nei disperati traslochi clandestini del 1944 a Firenze. Si trattava, a quel che risulta dal poco superstite, di note e testi abbastanza sistematici e completi. Riprendere idealmente questa sua esperienza interiore, giocò a favore dell'accettazione finale di realizzare “Arte in Italia” con Gherardo Casini.

Fu determinante per l'accettazione di così vasta portata (dieci volumi dalla “Preistoria” al “Novecento”) anche la sollecitazione da parte di alcuni suoi già allievi all'Università e per lo più assistenti, nonché di studiosi di più lontana impostazione storiografica i quali evidentemente aspiravano a farsi notare anche nella cultura artistica non strettamente accademica diffusa con opere prevalentemente edite dai Fratelli Fabbri e da Sansoni.

Però, in realtà, non pochi di quegli esimi aspiranti alla notorietà pubblicistica mancavano totalmente (o, peggio, disprezzavano) i requisiti e i termini temporali tassativi di consegna degli elaborati nonché l'adeguamento alle regole editoriali (soprattutto i limiti di pagine attribuiti all'argomento dalla pianificazione redazionale) proprie e necessarie alle “collane” delle “grandi opere”, simili a quelli delle riviste ma più coercitivi.

Il primo volume non poté nemmeno essere impostato perché molti archeologi temevano di incorrere in eventuali reazioni del Bianchi Bandinelli. Costui, accompagnatore di Hitler nel viaggio in Italia del 1938, poi direttore generale Pubblica Istruzione in quota Partito Comunista, per tanti e svariati motivi non era per niente simpatetico nei confronti di C.L. Ragghianti. Il quale da parte sua l'aveva dovuto accettare come con-redattore di “Critica d'Arte” quale vigile della proprietà fascista e dopo sopportare come Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione nel 1945, la sua insubordinazione. E così via, come ricordo quale redattore e tramite per conto di mio padre della realizzazione effettiva dell'“Arte in Italia”.

Fu deciso di iniziare comunque la pubblicazione partendo dalla caduta dell'Impero Romano con il volume II e concluso con il secolo XI (1000-1099 d.C.) edito nel 1968. Seguì il volume III (secoli XII e XIII), edito nel 1969 con maggior agio organizzativo. Quindi, benché quasi tutti i volumi fossero stati impostati, l'impresa soprattutto a causa di ritardi nella consegna in redazione – stremata dal continuo sollecitare gli inadempienti – non resse, rimanendo dimezzata dal richiamo al servizio di

leva dell'altro redattore; il sostituto – già noto studioso – mollò a sua volta e a ragione in malo modo Casini ritardatario di varie mensilità. In effetti Casini, in evidenti difficoltà economiche, dovette dichiarare il proprio fallimento dopo il tentativo di cedere “Arte in Italia” prima all'UNEDI (nella quale era presente anche il conte Cini, collezionista e promotore della Fondazione nell'Isola di S. Giorgio a Venezia), poi altri editori senza esito positivo.

I due volumi editi nei contenuti gravarono in maniera preponderante sulle spalle di C.L.R., che proprio in quel periodo era oberato da impegni (tra i quali cito soltanto la riforma della Scuola e dell'Università, la Mostra “Arte moderna in Italia 1915-1935”, l'alluvione di Firenze – 4 novembre 1966 – nella quale fu uno dei protagonisti della ricostruzione).

Ciononostante, anche grazie alla sua enorme e costante capacità lavorativa e alla citata “Storia dell'arte”, nonché agli studi con Matteo Marangoni all'Università e alla Normale di Pisa, C.L.R. riuscì a “pezzi e bocconi” a terminare i suoi interventi e a mandarli in redazione quasi sempre manoscritti.

(Nel 1965 restai a Firenze l'estate battendo a macchina sui fogli millimetrati – per non superare le 1800 battute per pagina, perché così venivano poi pagati i testi – via via quanto mio padre inviava dalle vacanze in Sardegna, oppure da dove si veniva a trovare per convegni e altri impegni in tutta Italia. Quello che non trascrissi io lo fece Ivana, una solerte e gentile dattilografa poco più che ventenne, impiegata in una copisteria di via Calimala, specializzata nelle trascrizioni per tesi di laurea. Oltre che bella e cordiale questa ragazza fu bravissima: le sue trascrizioni della calligrafia di C.L.R. furono praticamente perfette).

Non starebbe a me dirlo, ma ricordarlo sì, questi testi medievali di C.L.R. sono di una qualità e originalità scientifica indubbia, come è stato riconosciuto anche prima, durante e dopo la pubblicazione del volume Prius Ars (Edizioni Fondazione Ragghianti, Lucca 2010) che ripropone con accurata edizione critica comprendente gli interventi successivi di C.L.R., le sue varianti, le sue integrazioni. Questo imponente volume contiene gli scritti di mio padre dal secolo V al secolo X, già pubblicati nel '68 nel volume II di “Arte in Italia”.

Variante cospicua di Prius Ars rispetto all'edizione precedente è l'impostazione iconografica, che tradisce totalmente le intenzioni dell'autore e le indicazioni fornite dal sottoscritto a nome della famiglia. (Si vedano in proposito in questo blog i post del 15 agosto 2020: Medioevo europeo. Poetica e retorica della scultura astratta - Con postilla circa “Prius Ars di Ragghianti; e quello del 7 settembre 2020: Prius Ars e Appendice). Insomma: splendida edizione stile libri d'arte per diletto con contenuti appropriati e rigorosi, con quasi casuali illustrazioni accattivanti e pertinenti ma mancanti di troppe opere indispensabili legame con la scientificità del testo.

Perché i curatori e persino il grafico di allora (per di più nostro rappresentante nel Comitato Scientifico della Fondazione) abbiano voluto disattendere il rigore di C.L.R. mi risulta tuttora mistero, non gaudioso ma certo inesplicabile.

Il fatto più sconcertante è che il secolo XI non sia stato compreso nell'edizione del 2010; così come non è chiaro perché anche i secoli XII e XIII nell'altro volume di Casini (1969) con gli scritti di C.L.R. non siano stati riproposti. Queste incongrue omissioni sono il mistero non chiarito nemmeno nelle pagine introduttive di Prius Ars.

Non essendolo, o essendolo molto meno, stati rimaneggiati da ulteriori interventi successivi di C.L.R. i saggi nelle edizioni 1968 e 1969 si devono considerare conformi agli intenti dell'autore. Di conseguenza risultano riproponibili nel web tali e quali, cosa che ho deciso di effettuare con il presente post e quelli che seguiranno.

Questa serie di scritti omogenei pertinenti Architettura,Scultura, pittura dei secoli XI, XII,XIII, riflettono uno dei settori di studio più indagati e approfonditi da C.L.R., il quale fin dalla fine degli anni Trenta si era dedicato alla ricerca di nuovi originali aspetti degli artisti “medievali”, poco noti e studiati ma cruciali nella storia dell'arte europea e mediterranea che allora – in mancanza coeva di relazioni e fonti da altre civiltà – si poteva considerare in Occidente una nuova unitaria esperienza della cultura visiva.

F.R. (16 gennaio 2026)



domenica 15 marzo 2026

C.L.R. "Impressionismo", 1/I.

Sono passati due anni da quando il 28 marzo 2024 postai sul blog la presentazione del VI Quaderno della Fondazione Ragghianti di Lucca, nel quale lo studioso Manuel Barrese analizzava gli interventi di C.L. Ragghianti su “cultura artistico-architettonica dal Neoclassicismo alla stagione del Liberty”.

Tenni a sottolineare che l'autore “in oltre duecento pagine ricostruisce con acribia archivistica e acume critico l'operato e gli orientamenti di C.L.R.” e, in particolare, che “come è abitudine in questo blog, io preferisco dare la

parola ai documenti e ai testi scritti, giacché sono più fedeli ed attendibili interpreti” dell'operato dell'autore del libro; e sono “comunque generalmente più efficaci di una perifrasi recensoria”. E qui aggiungo: anche perché non sono uno studioso accademico e quindi non ho necessità di titoli per concorsi, ecc. D'altra parte una mia specifica opinione in merito può non essere interessante per altri.

Sempre nell'ambito del post del 2024 dichiarai nella presentazione redazionale quanto segue:

Da queste citazioni consegue che nel presente post (suddiviso in due puntate successive, più le singole postazioni riguardanti tutti gli artisti illustrati nell'edizione del 1947 di Impressionismo) venga riproposta la lettura dal libro di Manuel Barrese del capitolo “L'Impressionismo” di Ragghianti. Un'occasione mancata.

Tengo a precisare che, almeno a parer mio, l'occasione mancata si riferisce sostanzialmente alle lacune del libro, derivanti da altri fattori straordinari che determinarono l'impossibilità di C.L.R. di poter intervenire di persona nella revisione redazionale e nell' esecuzione materiale del libro. Dapprima dalla detenzione per antifascismo, poi combattendo in prima linea nella clandestinità e nella lotta armata, non si poteva certo seguire coerentemente il proprio intendimento sul libro e tanto meno l'esecuzione di altri, dal caro amico Aldo Bertini – per noi figli Ragghianti zio Aldo – ai redattori e ai tecnici dell'editore, nel 1944 colpito oltretutto dagli eventi bellici. Poi, in seguito (1945-46), C.L.R. fu oberato di attività e di impegni politici e sociali, nonché assillato da ristrettezze economiche non dissimili di quelle patite nei primi anni Trenta a Roma. Quindi non poté accedere a Torino con l'assiduità

necessaria. Ne conseguì che il libro fu pubblicato frettolosamente dall'editore per sue esigenze cogenti, come si può constatare palesemente nella scelta delle illustrazioni, criticamente non omogenea, anche se dati gli artisti sempre di gran impatto visivo.

Questa prima postazione dell'Impressionismo di C.L.R. contiene – riprese dalla seconda edizione del 1947 (così come tutti gli altri contenuti scritti e illustrati dal libro) – la Prefazione, titolazione limitativa del saggio critico e di certo non indicata come tale dall'autore.

In questo saggio, come nei preliminari, sono state da me intervallate illustrazioni a colori, scelte prevalentemente tra opere meno note per diffusione mediatica.

Come in precedenza accennato, a questo primo post centrato sul saggio di C.L.R., ne seguiranno una seconda parte con scritti di mio padre e di François Fosca, e altri undici post, uno ciascuno per gli artisti attori principali del fenomeno universalmente definito Impressionismo, cioè: Edouard Manet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Georges Seurat, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec.

F.R. (5 febbraio 2026)


martedì 10 marzo 2026

venerdì 6 marzo 2026

“seleArte”, II s., n.22, in “Critica d'Arte”, n.166-168, lug.-dic., 1979. Appendice – C.L. Ragghianti – B. Zevi, Carteggio.

 Sommario


LIBRI RICEVUTI

191 Cronaca e storia:Editoriali di “Architettura” di Bruno Zevi, rec. C.L.R. Vedi appendice;

192 Restauri tra Modena e Reggio (a c. G. Bonsanti); Le monde byzantin dans l'histoire de la verriere (J. Philippe);

193 Miniature altomedievali lombarde (AA.VV.);

194 Wadsworth Atheneum Paintings. The Netherlands and the German-Speaking Countries, XV-XIX (AA.VV.).

195 Il ritratto nell'Ottocento (M.P. Gonnelli Manetti); Domus ecclesiae (G. Valentini, G. Caronia).

196 Les caluminures de la “Leitura nova” 1504-1552 (S. Deswarte).

198 Die Albertina und das Desdner Kupferstich-Kabinett Meisterzeichnungen aus zwei alten Sammlungen (AA.VV.); Filippo Juvarra a Madrid; Französische Gotik und Renaissance in Meisterwerken der Buckmalerei (D. Thoss)

199 Leonardo Da Vinci e i fossili (G.C. Ligabue) rec. C.L.R.

201 Byzanz-Konstantinople-Istambul (W. Hotz); Filosofia ed architettura in Leon Battista Alberti (C. Cancro), rec. C.L.R.

203 Architettura, scultura ed arti minori nel Barocco italiano. Ricerche nell'Archivio Spada (M. Heimbürger Ravelli)

204 La droga televisiva (M. Winn); “Pretese del parlare”, rec. C.L.R.

205 La creatività dello spirito, un'introduzione alle religioni australiane (M. Eliade), “Dall'etnologia alla critica”, rec. C.L.R.

207 Europa romanica: La Castiglia del Nord (M.L. De Lojendio e A. Rodriguez)

208 Italian romanica: 1,2. La Lombardia, il Piemonte con la Valle d'Aosta (AA.VV.); Reclams Kunstler lexicon (R. Darmstaedter, P. Reclam); Format in Painting (A.W.G. Poséq).

209 L'opera grafica e pittorica di Carlo Michelstaedter (a c. S. Campailla)

210 Andiamo insieme a visitare i musei provinciali di Gorizia; La Fabbrica di cultura. La questione dei Musei in Italia dal 1945 ad oggi (A. Piva) rec. C.L.R.

211 Quadratura. Studies in Italian Ceiling Painting (I. Siostross); Castel Sant'Angelo e Borgo tra Roma e papato (C. D'Onofrio), rec. C.L.R.

213 Teoria dell'espressione. Il sistema alla luce della storia (K. Buhler); Palazzi di Lecce (M. Paone).

214 Nietzsche nell'Italia di D'Annunzio (G. Michelini); Incisori d'invenzione romani e napoletani del XVII sec. nella Pinacoteca Naz. di Bologna; Semiologia delle arti visive (P. Raffa); La pittura senese 1330-1370 (C. De Benedictis); Cosmopolis. Portoferraio medicea 1548-1737 (G.M. Battaglini)

215 Apogeo e crisi del Medioevo (a c. M. Guidotti)

216 Affreschi biblici di Martino di Bartolomeo in San Giov. Battista e Cascina (M.L. Cristiani Tosti); I Cistercensi e il Lazio (AA.VV.)

217 Arte e linguaggio della politica (F. Haskell); Byzantine Art in the Making. Main Lines of stylistic development in Mediterranean Art (E. Kitznger)

218 L'educazione estetica (a c. G.M. Bertin); Educazione figurativa attraverso l'architettura (M. Automazzo)

219 Interni neoclassici a Napoli (C. Garzya); La fresque romane. La route de Saint-Jacques de Tours à Léon II (J. Wettstein)

221 Le antichità cristiane della fascia costiera istriana da Parenzo a Pola (G. Bovini); Itinerari ostiensi 1. Ostia repubblicana, 2. Ficone, 3. Vita quotidiana (AA.VV.); I principi della pittura figurativa nelle testimonianze degli artisti e degli scrittori d'arte (R.E.L. Panichi); Ostia antica. Insule I e II sec. (F. Pasini)

222 I codici miniati medievali della Biblioteca dell'Accademia Etrusca di Cortona (M. Degli Innocenti)

223 Roma e l'età carolingia (a c. A.M. Romanini)

224 Buchmalerei am Hofe Frankreichs 1310-1380 (F. Avril); Initialen aus grossen Handschriften, sec. VII-XV (J.J.G. Alexander); Die Icone 6bis 14 Jahehundert (K Weitzmann)

225 Painting and Scultpure in the Museum of Modern Art, 1929-1967 (A.H. Barr)

226 Architettura Industrale Piemonte negli ultimi 50 anni (R. Gabetti)

227 Mi Fu and the classical tradition of Chinese calligraphy (L. Lederose)

228 The drawing of Luis Henry Sullivan (AA.VV.)

229 Tiziano e il manierismo europeo (a c. R. Pallucchini); Tavarone (G. Rotondi Terminiello), rec. C.L.R.

231 Zelanda rurale e Mondrian, rec. C.L.R.

232 Caroto a Perugia, rec. C.L.R.

234 Storia di Venezia (S. Bettini) rec. Simone Viani

236 La tutela dell'opera dell'ingegno e il plagio (Z.O. Algardi) rec. C.L.R.

238 Rovesciamento della praxis di C.L.R.

239 Museo Nazionale di Atene (L. Collobi), rec. di Simone Viani

venerdì 27 febbraio 2026

Maccari: Per un ritratto di Casorati. 14 disegni inediti del 1951.

Operati a matita su fogli di carta avorio comune (210x305mm) – quella data in dotazione alla Giuria del Premio Golfo di La Spezia per appunti ecc. - questi 14 disegni del prolifico ma sempre estroso Mino Maccari (1898-1989) sono inediti, realizzati durante le riunioni pomeridiane della Giuria presieduta da Carlo L. Ragghianti.

In questo caso si tratta di "ritratti" non in senso ieratico ufficiale ma nel senso di approfondimenti visivi su specificità comportamentali - prevalentemente ironiche - di un personaggio, del quale così viene descritto e definito anche al di là dei consueti termini verbali.

Accadeva in concreto che l'artista, una volta esperito il motivo per cui ritraeva il personaggio, fosse soddisfatto e trascurasse i fogli disegnati lasciandoli sul tavolo. E infatti quel giorno toccò a C.L.R., che quando la riunione era terminata il presidente o segretario (Valsecchi) o altri membri radunavano i materiali con i risultati dell'attività 

della giornata, Maccari lasciasse sul tavolo i propri estemporanei disegni. Al richiamo dell'incaricato del ritiro delle carte ufficiali, Maccari – quasi seccato – rispondeva: “Li tenga lei!” o “Tienili tu!”.

Questo curioso atteggiamento di Maccari rappresenta un aspetto del suo “leggendario” comportamento imprevedibile. D'altra parte Felice Casorati (1883-1963), già piuttosto anziano era un personaggio non privo di estrosità e si prestava a ironiche riprese a matita da parte del vigile ed inquieto Maccari, che in questo caso realizza una sorta di sequenza cinematografica del personaggio. Non c'è bisogno di didascalie per queste 14 illustrazioni, salvo rilevale che al verso della decima pagina il volto che appare – perplesso – in basso a destra è di Carlo L. Ragghianti. Anche al verso del secondo foglio è ritratto un personaggio di cui non sono in grado di determinare l'identità.

F.R. (5 settembre 2025).